YEMEN
Qualche cenno storico
Houthi. Ansar Allah. Sciiti, sunniti, ribelli, imam... alzi la mano chi sta capendo qualcosa.
Proveremo allora a dare qualche accenno di storia dello Yemen, che è molto complessa, ma con alcuni fenomeni stabili nei secoli.
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Lo Yemen è «una terra senza un signore, una provincia vuota. Sarebbe non solo possibile, ma facile da catturare, e se fosse conquistata, diventerebbe padrona delle terre dell’India e invierebbe ogni anno una grande quantità di oro e gioielli a Istanbul.»
Così descrive nel 1525 lo Yemen il pirata e poi ammiraglio Selman Reis in una sua lettera a Ibrahim Pasha, Gran Visir del sultano Solimano il Magnifico, mentre l'Impero Ottomano sta espandendosi nel Mar Rosso, contrastato dalla potenza coloniale dell'epoca: il Portogallo.
La preda ambita sono le ricche città della costa: Mocha, da dove viene commerciato tutto il caffè che arriva in Europa fino al XVIII secolo, e Aden, un emporio cosmopolita sulla rotta delle spezie dall'India.
Ma l'interno è diverso.
Come oggi.
Sugli altopiani dell'interno nel Nord verso la Mecca vivono alcune tribù bellicose che seguono una loro visione dell'Islam denominata Zaydismo, una corrente sciita che appunto riconosce ad una figura ereditaria religiosa (l'Imam) la guida anche politica della comunità.
Non vi sto ad annoiare con le distinzioni dottrinarie teologiche, che nemmeno saprei spiegare in dettaglio, ma la logica di fondo è che il movimento nasce secoli prima soprattutto in contrasto al potere centrale dei califfi di Baghdad e in sostanza come tradizione di autonomia politica.
E infatti queste tribù lottano sia prima contro i Mamelucchi d'Egitto che dopo contro gli Ottomani, che trovano invece giustificazione nella conquista di tutto lo Yemen proprio nella lotta contro questi eretici e nella protezione della Mecca.
Alla fine gli Ottomani prevalgono e conquistano Sana'a, la capitale dei Zayditi, e tutto lo Yemen, costa ed interno, diventa una provincia del loro impero: Eyālet-i Yemen.
Ma la guerriglia continua fino a quando nel 1644 gli zayaditi riescono a cacciare i turchi da tutto il paese tranne alcune città sulla costa.
L'Imamato Zaydita sopravvive indipendente per circa due secoli ma pian piano si sgretola in diversi potentati tribali locali, spesso in lotta fra loro. Uno di questi, il Sultanato di Lahej che controlla Aden, ha la sfortuna nel 1837 di attirare l'attenzione inglese.
Il mercantile inglese Deria Dowlut partito dall'India naufraga sulle coste del sultanato. Il carico viene razziato, la ciurma derubata e maltrattata.
Gli inglesi reclamano e, già che ci sono, vogliono che il sultano gli ceda il porto di Aden, in cambio di un vitalizio. Il sultano accetta, poi ci ripensa e fa bastonare l'inviato inglese sottraendogli i documenti firmati.
Un anno dopo il 19 gennaio 1839 quattro navi da guerra, due di Sua Maestà, due della Compagnia delle Indie, bombardano la fortezza di Sira che controlla la baia di Aden.
Sbarcati i marines reali, il sultano viene costretto a firmare la cessione di Aden al Regno Unito in cambio di un vitalizio di 6500 dollari l'anno a lui e agli eredi.
Se all'inizio è solo l'ennesima operazione di controllo dell'oceano Indiano, 30 anni dopo nel 1869 viene aperto il canale di Suez.
Aden a quel punto non è solo una piccola stazione di rifornimento per le navi inglesi, diventa uno snodo strategico.
Londra cerca di stringere trattati di protezione con tutti i piccoli sultanati attorno per proteggerlo ed ampliare la sua zona di influenza.
Stessa cosa cerca di fare l'Impero Ottomano riconquistando la costa yemenita del Mar Rosso nel 1849 e catturando Sana'a nel 1872.
Nel 1882, se vi ricordate, noi fondiamo la nostra prima colonia, proprio affacciata su quel mare: l'Eritrea.
La WWI vede disintegrarsi l'Impero Ottomano e l'UK diventa il "dominus" del Medio Oriente, con Siria e Libano dati ai francesi, comproprietari del canale di Suez.
Ma il crollo turco è anche la "liberazione" degli arabi.
E con il crollo ottomano nel Nord dello Yemen chi torna a comandare?
Gli Zayditi che avevano continuato per decenni la guerriglia contro i turchi e il cui Imam nel 1918 rientra a Sana'a e dichiara l'indipendenza del paese come Regno Mutawakkilita dello Yemen.
L'Imam Zaydita cerca di riunificare nel suo stato tutti i vari sultanati sparsi attorno, ma questo vuol dire entrare in scontro con gli inglesi che, oltre a contrastare i tentativi dei zayditi di spingersi verso sud, nel 1926 approvano l'annessione del piccolo emirato di Asir sul Mar Rosso, che era rimasto indipendente, da parte dei loro amici Saud d'Arabia, mettendoli quindi in rotta di collisione con gli zayaditi.
La guerra vera e propria fra regno di Yemen, appoggiato di soppiatto da noi italiani in funzione antinglese, e Arabia Saudita scoppia nel marzo 1934 e dura giusto un paio di mesi.
Il trattato di pace di Taif sancisce i confini che esistono ancor'oggi fra i due paesi.
Dopo la WWII rimane tutto così per un po'.
A nord il regno dello Yemen rimane nel suo isolazionismo, a sud gli inglesi controllano Aden e tutti i sultanati attorno.
Lo scossone arriva con la salita al potere in Egitto di Nasser.
Nel 1958 il regno dello Yemen aderisce addirittura alla federazione pan-araba UAR promossa da Nasser per poi uscirne in malo modo nel 1961.
Nasser appoggia quindi nel 1962 un golpe che, approfittando della morte del sovrano Ahmed bin Yahya, manda al potere una giunta militare che proclama la Repubblica Araba dello Yemen.
Il deposto Re/Imam, Muhammad al-Badr, si ritira negli altopiani con i suoi fedeli zayditi ed inizia una guerra civile, con l'appoggio degli ex-nemici sauditi e inglesi, durata fino al 1970, quando i Saud riconoscono infine la repubblica e lui si ritira nel Kent.
Ma anche nel sud dello Yemen, quello ancora controllato dagli inglesi, la situazione diventa incandescente.
Nel 1963 c'è una rivolta, anch'essa ispirata dal nazionalismo arabo nasseriano.
È la Aden Emergency che il Regno Unito affronta per mantenere il controllo della colonia di Aden e delle sue basi militari.
La rivolta dura fino al 1967 e alla fine, nonostante la violenta repressione, gli inglesi devono far fagotto ed andarsene.
Nasce la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen che ben presto si allinea al blocco sovietico instaurando un regime di socialismo reale.
I rapporti fra i due stati yemeniti non sono sempre idilliaci: nel 1972 e nel 1979 ci sono due brevi conflitti di qualche settimana che alla fine si risolvono con l'impegno comune ad una futura riunificazione.
Ma per arrivarci prima lo Yemen del Sud deve passare nel 1986 da una breve guerra civile a seguito di un golpe interno al regime che, indebolendo sia il paese che il partito marxista al potere, lastrica la strada verso l'unificazione che viene infine raggiunta nel 1990.
Finalmente pace voi direte, e invece purtroppo sarà ancora guerra.
Nel 1994 i contrasti fra i leader dei due ex paesi portano ad una nuova guerra civile che vede la fine del potere del partito marxista del sud e l'avvento di un "uomo forte", il presidente Ali Abdallah Saleh.
Già presidente dello Yemen del Nord dal 1978 al 1990, Saleh rimane al potere fino al 2012, giostrando sapientemente fra i vicini arabi e gli USA, che appoggia nella loro War on Terror.
Nel 2012 si dimetterà in seguito ad una rivolta legata al movimento della Primavera Araba, sostituito dal suo vice Abdrabbuh Mansur Hadi, legato a filo doppio all'Arabia Saudita.
Come in praticamente tutte le altre primavere arabe, il sogno di una più compiuta democrazia anche in Yemen si trasforma nell'incubo di una guerra civile, coagulando le rivolte e le insofferenze fra le diverse anime del paese supportate ognuna dai potenti vicini.
Al Nord fin dal 2004 l'uccisione di Hussein al-Houthi, Imam delle nostre vecchie conoscenze, gli zayditi, scatena una ribellione delle sue milizie, supportate dall'Iran.
Al Sud invece è nel 2009 che i separatisti, finanziati ed armati dagli Emirati Arabi, iniziano gli scontri.
Nel 2014 gli zayditi, sotto il nome di Ansar Allah o Houthi, dal nome dell'imam ucciso, conquistano la capitale, Sana'a, e nel 2015 si dichiarano governo legittimo del paese.
Il presidente Hadi si rifugia ad Aden, dove resiste con l'appoggio dell'Arabia Saudita. Nel 2019 i separatisti del Sud conquistano Aden e sembra che possano trovare un accordo con la fazione "saudita" del presidente Hadi, ma dal 2022 gli scontri ricominciano, Hadi si dimette e nel mentre tutto l'ex Yemen del Nord è saldamente nelle mani degli Houthi.
Nell'aprile del 2023 iniziano negoziati fra gli Houthi e l'Arabia Saudita, in seguito alla ripresa dei rapporti diplomatici fra questa e l'Iran, continuati ancora a settembre. Nel mentre la situazione "sul campo" è quella nell’immagine sotto, non pace ma riduzione di scontri fra le fazioni.
Siamo infine arrivati all'attualità dove vi affido alle sapienti mani degli "esperti geopolitici" (😈).







