La (non) Invasione del Kuwait
Come la CIA aiutò Saddam a prendere il potere
18 febbraio 1944.
Roosevelt mostra all'ambasciatore britannico a Washington una mappa del Medioriente. Il petrolio iraniano è dell'UK, dice, quello saudita degli USA, quello del Kuwait e dell'Iraq di entrambi.
Da quel momento il nuovo egemone mondiale statunitense e l'ex potenza coloniale britannica si accordano per gestire i loro interessi in quell'area, ma talvolta hanno anche divergenze e scontri, come appare manifesto durante la Guerra di Suez.
https://twitter.com/lastoriaeleidee/status/1732690806199267582…
I nostri contenuti sono aperti a tutti, senza abbonamenti.
Se il post vi piacerà e come segno di apprezzamento vorrete lasciare un caffè pagato, potete farlo usando il link sotto.
Grazie in anticipo!
Un'altra divergenza fra le due potenze sorge nel luglio 1958 quando il re hashemita dell'Iraq, Faisal II, viene deposto e ucciso da un golpe organizzato da ufficiali del suo esercito, guidati dal generale Abd al-Karim Qasim, sulla falsariga della rivoluzione egiziana del 1952.
La rivoluzione irachena ha la stessa base sociale di quella egiziana: la recente borghesia araba, il cui scontento per i regimi monarchici tradizionalisti, compromessi coi britannici, si lega a quello popolare per le pesanti disuguaglianze economiche in un neonato nazionalismo.
Il tutto è poi inserito nel processo di decolonizzazione, che ha il suo apice proprio in quegli anni, a sua volta influenzato dal grande scontro ideologico e di potenza della Guerra Fredda fra gli USA e i suoi alleati occidentali e l'URSS.
E gli USA hanno infatti diversi timori sul nuovo regime iracheno del generale Qasim, che vedono internamente legarsi sempre più alla fazione comunista e internazionalmente avvicinarsi all'Unione Sovietica con la quale stringe un accordo commerciale.
I britannici invece vedono con favore Qasim, proprio per la sua autonomia da Nasser e dal suo pan-arabismo, e temono che una sua caduta possa spingere il paese sotto il controllo di quello che è il loro arci-nemico da quando ha nazionalizzato il canale di Suez.
Come dice Nixon, allora vice presidente di Eisenhower, gli inglesi «considerano Nasser un pericolo maggiore dei comunisti nel Medioriente.»
E infatti gli USA finanziano invece gli oppositori di Qasim: i nasseriani e soprattutto il partito Baath che nel 1959 organizza un attentato per ucciderlo, fallendo.
Nel mentre l'ondata di rivolte in Medioriente continua, ed arriva anche in Kuwait dove la popolazione, stanca dei privilegi principeschi dell'emiro che non distribuisce i ricchi proventi petroliferi ai suoi sudditi, inneggia a Nasser e alla unificazione con l'Iraq.
Qui dobbiamo fare un piccolo inciso.
Il Kuwait diventa un protettorato britannico nel 1899 quando gli inglesi, preoccupati dal progetto di una grande linea ferroviaria tedesca che da Berlino deve arrivare a Baghdad, portano dalla loro parte l'emiro pagandogli mille sterline, in modo che la ferrovia non giunga mai fino al mare del Golfo Persico, rendendo il canale di Suez non indispensabile.
I confini fra il Kuwait e l'Iraq vengono stabiliti nel 1913 con un accordo fra i due imperi, quello Ottomano e quello Britannico, e con il crollo del primo dopo la WWI e l'occupazione inglese dell'Iraq mai più rivisti, tanto in pratica è tutta "roba loro".
Ma nel 1938 in Kuwait viene scoperto il petrolio, nel 1939 gli inglesi aiutano l'emiro a sedare una prima rivolta popolare per la riunificazione con l'Iraq, nel 1945 c'è la prima esportazione di greggio, nel 1957 il Kuwait produce metà del petrolio usato in UK e l'emiro è il più grande investitore della City di Londra, oltre a mantenere le altre sue disponibilità liquide in sterline inglesi.
Preoccupati dalla presa del nazionalismo pan-arabo di Nasser fra la popolazione del piccolo protettorato, l'emiro del Kuwait e il governo britannico decidono il 19 giugno del 1961 di dichiarare nullo il trattato del 1899, in tal modo rendendo pienamente indipendente il paese, ma mantenendo un accordo di difesa militare.
Come dice Sir Norman Brook, segretario del governo UK «Quello che stiamo facendo è estrarre il petrolio da questi territori finché gli abitanti rimangono piuttosto primitivi… Non dovremmo considerare il Kuwait come un impegno a lungo termine.»
L'indipendenza del piccolo vicino dà però l'occasione al generale Qasim quattro giorni dopo di dichiarare in un discorso pubblico che il Kuwait è in realtà una provincia irachena, facendo balenare lo spettro di una sua occupazione con la forza.
L'emiro del Kuwait chiede subito agli inglesi di intervenire in sua protezione. Questi annunciano l'Operazione Vantage: viene inviata in Kuwait una grande forza navale mentre truppe britanniche sbarcano a difesa delle frontiere dell'emirato. Si è pronti alla guerra.
In realtà Qasim non ha nessuna vera intenzione di fare una guerra per il Kuwait. La sua è tutta una postura per sedare l'opinione pubblica interna, anche in Iraq fortemente intrisa di spirito anticoloniale, sia di matrice nazionalista pan-araba che marxista. Anzi fa anche una operazione contro il partito comunista del paese per tranquillizzare gli occidentali, in specie gli USA.
Vista l'inconsistenza della minaccia gli inglesi ben presto smobilitano, sostituiti in piccola parte da forze della Lega Araba a protezione dell'emirato.
Ma a Londra non si fidano più di Qasim e si allineano con gli USA che lo vogliono da sempre sostituire con qualcuno di loro fiducia.
Nel 1962 il partito Baath, estromesso da qualche anno dal governo da Qasim e ora appoggiato dai servizi USA, inizia a progettare un colpo di stato in Iraq. L'8 febbraio 1963 avviene la Rivoluzione del Ramadan: con un golpe militare Qasim viene deposto ed ucciso. La Guardia Nazionale uccide migliaia di sostenitori di Qasim, in particolare comunisti.
«Anche se è ancora presto, la rivoluzione irachena sembra aver avuto successo. Si tratta quasi certamente di un guadagno netto per la nostra squadra.» dice il Consigliere per la sicurezza nazionale Robert Komer a John F. Kennedy lo stesso giorno. Ancora più esplicito è il nuovo ministro degli interni iracheno in una sua successiva dichiarazione «Siamo arrivati al potere su un treno della CIA.»
Sull'estensione del coinvolgimento USA nella caduta di Qasim i dubbi storiografici sono oramai pochi, anche se molti documenti rimangono ancora segreti.
E Saddam Hussein nel mentre che fa? Dopo aver partecipato di persona al fallito attentato a Qasim del 1959 fugge in Egitto, dove è ancora al momento del golpe del 1963.
Rientra quindi in patria e si schiera nella fazione anti-nasserista del partito Baath, che riuscirà a prenderà il potere nel luglio 1968.
Nel 1969 è già il leader più potente nel partito fino a diventare nel 1976, con l'assunzione del comando delle forze armate, in pratica dittatore dell'Iraq fino alla designazione formale nel 1979, attaccando poi l'Iran degli Ayatollah, con l'appoggio occidentale, nel 1980.
È quindi quasi una nemesi da tragedia greca che una nuova disputa con il Kuwait e la relativa invasione nel 1990 sia l'inizio della sua fine, come la mancata invasione del 1961 ha iniziato la serie di avvenimenti che portano alla sua ascesa politica.
La storia talvolta è letteratura.
Siamo arrivati anche stavolta in fondo, grazie per la pazienza e se vi è piaciuto il post potete offrirmi un litro di benzina o gasolio usando il link qui sotto. Chi non lo fa è George Dabliu Bush
Ah ecco, mi stavo dimenticando.
Per approfondire, e leggere anche altre gustose storie sul Medio Oriente, consigliamo:
James Barr
Lords of the Desert
Britain's Struggle with America to Dominate the Middle East
Simon & Schuster, 2019








